La fine del re che profanò il Tempio con il sangue di maiale
La profanazione del Tempio di Gerusalemme da parte di Antioco IV e l'imposizione dell'apostasia
La prepotenza di un potere mondano che contaminò il santo altare e cercò di sradicare la legge ebraica
Il re dell'impero seleucide Antioco, per ostentare il proprio potere, profanò il Tempio di Gerusalemme.
Sul santo altare offrì in sacrificio un maiale impuro e con il suo sangue contaminò il Tempio.
Costrinse il popolo che serviva Dio ad abbandonare la legge e a seguire gli idoli, schernendo le cose sante.
La rivolta dei Maccabei e la storia della restaurazione della purezza del Tempio
La lotta armata degli ebrei contro l'oppressione religiosa e il frutto della riconquista del Tempio
Questo evento finì per scatenare la rivolta dei Maccabei.
Gli ebrei insorsero in armi e alla fine riconquistarono il Tempio e lo purificarono di nuovo.
La malattia improvvisa e il misero declino del re Antioco
La caduta tra limiti fisici e dolori atroci incontrati durante la campagna in Oriente
Intanto il re Antioco, che aveva calpestato il Tempio, durante una campagna in Oriente fu colpito da una malattia improvvisa.
Il suo corpo si indebolì sempre di più e, tra dolori atroci, crollò senza forze.
Il corpo marciva e il dolore si faceva ogni giorno più forte.
Alla fine, qualche anno dopo, andò incontro a una misera fine.
Il giudizio divino e il tardivo pentimento testimoniati dal libro dei Maccabei
La putrefazione del corpo affrontata come prezzo della bestemmia e una fine di giusta retribuzione
In particolare il «libro dei Maccabei» (Second Book of Maccabees) racconta così la sua fine.
Il suo corpo marcì e vi nacquero i vermi, e tra dolori atroci
si pentì tardivamente, dicendo che era la punizione per aver profanato il Tempio.
Conclusione: la caducità del potere che si oppose alla santità e la lezione della storia
I limiti di un sovrano umano crollato impotente davanti all'eterna sovranità divina
La storia a volte dice così.
Il potere che calpesta le cose sante non dura a lungo.