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Hayera Mystery
Psicologia umana

Cinque motivi per essere sempre gioiosi

· Testi e illustrazioni di Hayera Mystery
Cinque motivi per essere sempre gioiosi — Psicologia umana
Cinque motivi per essere sempre gioiosi · Hayera Mystery (Uso libero)

① Perché Dio è con noi.


Gli affari possono fallire, i creditori possono inseguirti, puoi subire cause legali ed essere tradito dalle persone di cui ti fidavi. Perfino la tua famiglia può non capirti. Ma anche se tutti al mondo mi abbandonassero, Dio non mi abbandona.

Siamo come un bambino che cammina di notte su una strada buia tenendo per mano il papà. La strada resta buia, ma il bambino non ha paura.

Anche se il problema non si risolve subito, il solo fatto che Dio onnipotente conosce la mia situazione ed è con me è già un motivo per gioire.

② Perché siamo passati dall'inferno eterno al paradiso.


Che cosa accadrebbe se a una persona nei tormenti dell'inferno eterno si chiedesse:
«Ti rimanderò sulla Terra. Però dovrai vivere povero tutta la vita, sommerso dai debiti, subire cause ingiuste e soffrire per le malattie. Vuoi tornarci lo stesso?»

Dostoevskij, da giovane, fu condannato a morte e messo davanti al plotone d'esecuzione. Ma un attimo prima degli spari arrivò l'ordine di grazia dello zar. Da allora, pur vivendo la deportazione in Siberia, considerò un dono il semplice fatto di essere vivo.

Per mezzo di Gesù siamo stati salvati dalla perdizione eterna e abbiamo ricevuto la speranza del cielo. Eppure perdiamo la gioia perché manca il denaro, perché gli affari vanno male, perché siamo malati o perché la gente ci disprezza.

③ Perché la sofferenza è breve e la speranza è eterna.


Il paziente che ha subito un grande intervento sopporta una riabilitazione dolorosa perché ha la speranza di guarire. Anche il dolore del parto è enorme, ma quando nasce il bambino la gioia è tale da far dimenticare quel dolore.

Per noi è lo stesso. Anche se ora gli affari vanno male, siamo malati o tormentati dai debiti, non durerà per sempre. Forse su questa terra non tutti i problemi si risolveranno. Ma il cristiano ha la promessa della risurrezione e della vita eterna.

④ Perché lo Spirito Santo ci dona la gioia.


Horatio Spafford perse gran parte dei suoi beni in un incendio, e poi, in un naufragio, perse le sue quattro figlie in una sola volta. Passando sul mare dove erano morte le figlie, scrisse il celebre inno «It Is Well with My Soul» («Tutto è bene nell'anima mia»).

Immaginiamo due persone gravemente malate nella stessa stanza d'ospedale. Una si lamenta ogni giorno: «Perché proprio a me? Ormai la mia vita è finita.» L'altra prega. E anzi consola il malato accanto.

Non è che fossero forti per natura. È perché lo Spirito Santo ha operato nel loro cuore. La gioia non è un'emozione da produrre a forza, ma un frutto che porta lo Spirito Santo.

⑤ Perché è la volontà e il comando di Dio.


Il profeta Abacuc parla di una situazione in cui il fico non dà frutto, la vite non dà uva, i campi non danno cibo e nelle stalle non ci sono più nemmeno pecore e buoi. Oggi diremmo: gli affari sono falliti, il conto è vuoto e perfino la via per guadagnarsi da vivere è chiusa.

Eppure Abacuc confessa: «Io mi rallegrerò nel Signore, esulterò nel Dio della mia salvezza.»

«Siate sempre gioiosi… perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi» (1 Tessalonicesi)
È il comando di fare di Dio la fonte della gioia in qualunque situazione.

Conclusione - L'amnesia che fa dimenticare la gioia


Abbiamo incontrato Dio. Per mezzo di Gesù abbiamo ricevuto il perdono dei peccati, il dono dello Spirito Santo e la speranza del cielo eterno.
Ma vivendo nel mondo, lo dimentichiamo.

Una telefonata di un creditore ci fa crollare, un atto di citazione arrivato dal tribunale ci toglie il sonno, un referto dell'ospedale ci fa sentire come se ogni speranza fosse svanita.

Nella «parabola del figliol prodigo» del Vangelo di Luca, il figlio maggiore stava sempre nella casa del padre e tutto era suo, eppure non aveva gioia. Anche noi, che abbiamo già ricevuto tutto, possiamo essere quel figlio maggiore che vive dimenticandolo.

Il colpevole del non riuscire a gioire è l'«amnesia» che ci fa dimenticare questi cinque motivi.

Leggi l’originale (coreano) →
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